Unterwegs

In cammino

Brigitte Kronauer, da “Il deserto e il suo profeta”

Posted by Anna Maria Curci su dicembre 29, 2017

Brigitte Kronauer, da: Il deserto e il suo profeta (su Geertgen tot Sint Jans)

 

[…] Spiccati tratti distintivi del Battista, se si prescinde dagli occhi profondamente assorti all’altra estremità del corpo in posizione di abbandono, sono i piedi tozzi dalla personalità marcata, base terrena, vestigia della vita lavorativa, che ingannano il tempo l’uno con l’altro come servi impacciati, dimenticati. Il ritratto del Battista, tuttavia, non si limita affatto ai contorni della sua figura. Si estende fino ai quattro angoli del dipinto. Tutto ciò che si vede è Giovanni, tutto ciò che si vede è – in ampia corporeità – paesaggio. I piedi, fedeli servitori, hanno forse già iniziato a tramutarsi in un nodoso apparato di radici. Gli occhi, punti minuscoli esattamente al centro del tutto, non sono altro che due strettoie nere, fori attraverso i quali si viene introdotti – una cataratta personale – ai prodigi di una natura che vibra in modo languido-melodico, in un regno mite, muscoso, sognante, con il quale lui, seduto, nella tunica color corteccia e nel mantello verdeazzurro, si è messo in sintonia osmotica, cosicché tutto sembra respirare allo stesso ritmo, il suo corpo, gli animali brunastri, le colline azzurre in lontananza e verdi da vicino […].

 

 

da: Brigitte Kronauer, Die Einöde und ihr Prophet. Über Menschen und Bilder, Klett-Cotta 1996, 103-104

(traduzione di Anna Maria Curci)

Annunci

Posted in Anna Maria Curci, Arte, Traduzioni | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Landays

Posted by Anna Maria Curci su dicembre 19, 2017

Luigi Simonetta, Acquerello

Landays

I

Non scaglia, ma leviga i sassi
la parola assaltata, li affila di luce.

 

II

Tempo benigno di stupore
non ti eclissare adesso che non so cercarti.

 

III

Non so come ignorai il suo grido:
ha smesso di brillare l’occhio che fu vago.

 

IV

Le ragionevoli illusioni
per gli anni in precipizio prendi sottobraccio.

 

Anna Maria Curci
giugno 2013 – aprile 2015

Posted in Anna Maria Curci, Landays | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

da “Quartine del sottosuolo”

Posted by Anna Maria Curci su dicembre 15, 2017

 

Diego Velázquez, El aguador de Sevilla

Al portatore d’acqua non si chiede
di narrare di sé e della sua fonte.
Sorda sete che s’avventa sul secchio
scansa polvere suole e passi stanchi.

 

A cu’ carrìa l’acqua ‘un si cci spìa
di cuntàrisi iddu e a so’ favara.
Surda arsura s’abbenta supr’o catu
cansìa rrina soli e stancu passu.

 

Anna Maria Curci (da Quartine del sottosuolo, testi inediti)

(traduzione di Patrizia Sardisco, che ringrazio calorosamente)

Posted in Anna Maria Curci, Elfsilber, Tradurre poesia | Contrassegnato da tag: , , | 1 Comment »

Da “Quartine dell’iris indaco”

Posted by Anna Maria Curci su dicembre 14, 2017

Tu rannicchiati dentro l’anagramma,

cerca lo schermo, cerca il nascondiglio.

Pure ti scoveranno, non badare

alla torma dei cani, avido strazio.

 

Du, kauer dich im Anagramm zusammen,

suche den Schutz du, suche das Versteck.

Doch wird man dich aufspüren, achte nicht

aufs Hunderudel, gieriges Zerfleischen.

 

Anna Maria Curci (da Quartine dell’iris indaco)

Posted in Anna Maria Curci, Elfsilber | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rose Ausländer, Autunno

Posted by Anna Maria Curci su dicembre 4, 2017

 

Autunno

Anche in autunno
gli uccelli cantano
questo popolo eletto

Noi che indossiamo maschere
abbiamo disimparato
a tendere l‘orecchio
al colloquio tra merli
e alla musica interiore

Autunno
il nemico cordiale

Poni il tuo spazio
nella cornice
del tempo

 

Rose Ausländer

(traduzione di Anna Maria Curci)

 

Herbst

Auch im Herbst
singen die Vögel
dies auserwählte Volk

Wir Maskenträger
haben verlernt
zu lauschen
dem Amselgespräch
und der innern Musik

Herbst
der freundliche Feind

Leg deinen Raum
in den Rahmen
der Zeit

 

Rose Ausländer

Posted in Anna Maria Curci, Tradurre poesia | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Roberto Fernández Iglesias, da: Poemas juntos y revueltos

Posted by Anna Maria Curci su ottobre 8, 2017

Negare tutto
nonsaperenonsaperenonsaperenon
mordersi la coda
scrostare la solitudine
———– alle cisterne
mordersi la coda
imparare
———–sottomettersi
La tranquillità
è un palo per pisciare
mordersi la coda

Roberto Fernández Iglesias, da: Poemas juntos y revueltos, Toluca, Estado de México 2013, p. 101
(traduzione di Anna Maria Curci)

Negarlo todo
nosabernosabernosaberno
perseguirse la cola
quitarle la soledad
———-a los tinacos
perseguirse la cola
aprender
———–someterse
La tranquillidad
es un poste para orinar
perseguirse la cola

Posted in Anna Maria Curci, Poesia, Tradurre poesia | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

CXXXVIII (19 luglio)

Posted by Anna Maria Curci su luglio 19, 2017

CXXXVIII

“Segue tradizionale fiaccolata”:
leggo e mi chiedo se la sagra copra
il lutto, il conto aperto, l’inestinto.
Qui tutto brucia, cinque lustri dopo.

Anna Maria Curci
19 luglio 2017

Posted in Anna Maria Curci, Anniversari, Elfsilber, Poesia, storia | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

Claire Beyer, Una poesia

Posted by Anna Maria Curci su luglio 13, 2017

Claire Beyer, foto di Iris Bach

Una poesia di Claire Beyer nella mia traduzione oggi, 13 luglio 2017, nel giorno del suo 70° compleanno.

Una poesia

Una poesia vive di
verità, non di nubi fitte
o raggi di sole
una poesia è l’impronta del piede
nella sabbia, è più che
respiro e
dignità
Una poesia sta appesa in
cortili interni e in segrete di castelli
e sempre è
una ferita del tempo

Claire Beyer
(traduzione di Anna Maria Curci)

Ein Gedicht

Ein Gedicht lebt von
Wahrheit, nicht von Wolkendichte
oder Sonnenstrahlen
ein Gedicht ist der Fußabdruck
im Sand, ist mehr als
Atemzug und
Würde
Ein Gedicht hängt in
Hinterhöfen und Schloßkammern
und immer ist es
eine Wunde der Zeit

Claire Beyer
(da: C.B., Texte, Lyrik und Kurzprosa, Dillmann Verlag 1989)

Posted in Anna Maria Curci, Anniversari, Poesia, Traduzioni | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Per non dimenticare: 70 anni fa la strage di Portella della Ginestra

Posted by Anna Maria Curci su maggio 1, 2017

Gli italiani devono sapere che Portella della Ginestra è la chiave per comprendere la vera storia della nostra Repubblica. Le regole della politica italiana di questo mezzo secolo sono state scritte con il sangue delle vittime di quella strage.
Danilo Dolci

«Le elezioni regionali del 1947 segnano una netta vittoria della Sinistra socialcomunista, il “Blocco del Popolo”, sulla DC, sui monarchici e sui separatisti. è un momento particolare della vita politica siciliana. Il movimento di occupazione delle terre, la riforma agraria, le lotte sindacali stanno mettendo in crisi la grande proprietà e il latifondo, ed è proprio nelle campagne dominate dai grandi proprietari agrari e dalla mafia dei latifondi che lo scontro è più duro.
È un periodo di imponenti manifestazioni e a Portella della Ginestra la festa del Primo Maggio è una tradizione interrotta soltanto dal fascismo. è un’ottima occasione per riprenderla, a maggior ragione quel primo maggio del 1947, con quei risultati elettorali.
Nella piana di Portella, alle 9,30 c’è tantissima gente, arrivata lì fin dalle sette del mattino. All’inizio, chi sente le esplosioni, proprio sulle prime parole dell’oratore, pensa a dei mortaretti e applaude. Poi, all’improvviso, Vito Alliota, un sindacalista che sta sul palco, crolla a terra. Ci sono anche alcuni muli che piegano all’improvviso le zampe, un bambino che cade, una donna che si ritrova il vestito sporco di sangue.
Non sono mortaretti, stanno sparando.
Stanno sparando sulla gente. è una strage. Quando cessano gli spari, sul prato di Portella della Ginestra restano dodici morti, tra cui un bambino di dodici e uno di sette anni, e trentatre feriti.
Una strage.
A sparare sono stati Giuliano e la sua banda. Si sono appostati dalla notte prima sul Pelavet, la montagna di fronte alla piana, armati di moschetti modello 91, fucili automatici americani e un fucile mitragliatore Breda col treppiede, armi da guerra, in grado di sparare fino alla piana di Portella. Si sono riuniti con un’altra frazione della banda formata da Salvatore Ferreri, detto Fra’ Diavolo, personaggio importante, ricordiamocelo, e i fratelli Pianello, armati di mitra Beretta calibro 9.
Quattro cacciatori che si sono spinti fino al Pelavet quella mattina vengono sequestrati dai banditi. – Se qualcuno vi dovesse chiedere chi ha sparato a Portella, dite che erano cinquecento, – ordina Giuliano ai cacciatori prima di rilasciarli. C’è un altro testimone, invece, che deve aver visto troppo, e viene buttato in un pozzo.
Visto troppo. Ma cosa? Sì, perché anche nella ricostruzione della strage di Portella della Ginestra ci sono molti punti oscuri. Molte bugie.
Ci sono movimenti strani, prima della strage. Nei tre giorni precedenti, nella masseria Kaggio – di proprietà di un capomafia della zona, Giuseppe Troia – c’è stata una riunione. Di che cosa si è parlato, nella riunione? Di «estagli«, diranno i partecipanti, ma gli estagli, gli accordi fra i padroni e i mezzadri, non si fanno in quella stagione. Di che cosa si è parlato, allora?
Della pianificazione della strage, ipotizza la polizia.»

da: Carlo Lucarelli, Nuovi misteri d’Italia, Einaudi, Torino 2004, pp. 13-14

«Oggi più che mai serve un sereno giudizio politico, la verità su quegli avvenimenti non può essere più solo giudiziaria, va ricostruita una verità politica da ricercare in sede istituzionale. E questo vale per le stragi del ’92 e del ’93 come per Portella. Da quel ’47 la mafia non ha mai smesso di di stare dentro alle cose dell’Italia. È sempre stata presente quando si voleva interrompere una fase di cambiamento, una voglia di democrazia, da allora ha sempre frenato la crescita del Paese.» (Rosi Bindi, intervistata da Attilio Bolzoni per “La Repubblica”, 30 aprile 2017, p. 17)

Posted in Anna Maria Curci, Anniversari, storia | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

Dispacci per Narda- In ricordo dell’amica Narda Fattori

Posted by Anna Maria Curci su gennaio 12, 2017

CARTESENSIBILI

vincenzo piazza

vincenzo-piazza-buriana_acquaforte_1996.

I poeti non accendono che lampade
essi stessi si spengono
le fiammelle che stimolano
se luce vitale

inerisce come soli
ogni età una lente
dissemina la loro
circonferenza

Emily Dickinson

.

View original post 1.679 altre parole

Posted in Nicht kategorisiert | Leave a Comment »