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Onna

Posted by Anna Maria Curci su aprile 6, 2019

Luigi Simonetta, Onna (Sibilla libica)

 

Onna

Di donna è il volto sfondato. Spalanca
seriale il paradosso di cartone
malamente inchiodato a Misurata.

Lei, l’oltraggiata, dispiega lontano
a fil di voce il sembiante. Puntella
pertinace l’assenza d’elezione.

E la sibilla libica rinnova
torcicollo aggraziato: di massacro
in massacro volge lo sguardo a Onna.

Anna Maria Curci

da: Nuove nomenclature e altre poesie, Fuoricollana, collana diretta da Fabio Michieli, casa editrice L’arcolaio di Gian Franco Fabbri, 2015, p. 34

Le terzine di Onna, il testo al quale Luigi Simonetta dedica la quinta immagine della galleria dedicata alle Nuove nomenclature, si muovono in terre devastate, tra l’Abruzzo della frazione dell’Aquila duramente colpita dal sisma del 2009 e luogo di un eccidio perpetrato dagli occupanti nazisti nel 1944 e la Libia della città simbolo della guerra alla vigilia delle elezioni politiche del 2012, prime elezioni libere (libere?) del dopo Gheddafi. Elezioni piene di ombre, come mostra l’infierire sul manifesto di una candidata. Volge lo sguardo la sibilla libica e c’è da chiedersi se lo faccia con tanto aggraziata quanto perenne inerzia. (Anna Maria Curci)

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Del padre

Posted by Anna Maria Curci su aprile 1, 2019

 

Del padre

Mio padre coltivava le tagete
nell’orticello lungo il litorale.
Non la capivo, allora, devozione,
mutevole com’ero e come sono.

Da queste scaturigini negate
riparto, padre, da lotte e silenzi.
Lembo di lutto circonda le spalle.
Compianto, paradosso dello sprone.

Fu quando ritoccasti quella foto
che compresi lo strazio a noi occultato.
Gorgogliava lo squarcio senza fondo
la maculata trasfigurazione.

Sorride quella foto già placata
per il combattimento perso e vinto.
Partivi con la strazio nella carne
e un segreto di trionfo e abbandono.

Che ne sapevi tu, dei Procol Harum,
quando lasciavi andare “Senza luce”
sul piccolo vinile a squarciagola?
Canto da allora e forse tu mi senti.

Non solo i grandi divi, pure gli altri
tutti li conoscevi e disquisivi:
era meglio Glenn Ford o Joseph Cotten?
Li hai poi incontrati ai “cancelli del cielo”?

All’indomani della candelora
c’era la festa del tuo nome, padre.
Con la benedizione della gola
nutrivamo speranza e il suo conforto.

 

Anna Maria Curci
25 agosto 2015 – 3 febbraio 2019

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Both sides now 2019

Posted by Anna Maria Curci su marzo 31, 2019

Both sides now 2019*

Sorrido a quella chioma
fluente che s’avanza,
Non scevera incoscienza
il sommo dal superfluo.

Percorro respirando
la discesa del rischio.
Pattini o bicicletta
il senso non conosco.

Anna Maria Curci
8 febbraio 2019

*Una precedente versione della poesia, che ha il titolo della canzone di Joni Mitchell, è apparsa nella raccolta Inciampi e marcapiano (LietoColle 2011)

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anapestica

Posted by Anna Maria Curci su marzo 2, 2019

Dipinto di ©Luigi Simonetta

anapestica

tuo l’asfalto il disprezzo la spocchia
dicerie riecheggiate indolenti
detti che altri cantò magri vanti

perifrastica invoco passiva
segno il ritmo brioso e dolente
oraziano si veste il mio canto

era ora di bere saltella
il compagno segreto anapesto
già un po’ brillo ma sempre modesto

la burlona che ognora mi affianca
dà di gomito e spazza il sorriso
l’amarezza di furti balordi

 

Anna Maria Curci
2 marzo 2019

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John Keats, da “Ode a un usignolo”

Posted by Anna Maria Curci su febbraio 23, 2019

John Keats ritratto da William Hilton

Ode a un usignolo

Soffre il mio cuore, e sonnolento un torpore mi tormenta
——-I sensi, come se avessi bevuto la cicuta,
O dato fondo a qualche ottuso oppiaceo
——-Solo un minuto fa, e fossi sprofondato giù nel Lete:
Non per invidia di felice sorte,
——-Ma perché troppo felice nella tua felicità, –
————Ché tu, Driade degli alberi dalle ali lievi,
——————In un podere melodioso,
Verde di faggi, e d’ombre che non so contare
——-Dell’estate canti a tuo agio a gola piena.

[…]

Tu non nascesti per la morte, Uccello immortale!
——-Generazioni affamate non ti hanno calpestato,
La voce che odo in questa notte che scorre fu udita
——-In giorni antichi da giullare e imperatore:
Forse la stessa identica canzone che trovò un sentiero
——Per il cuore triste di Rut, quand’ella colma di nostalgia
———-Stava in lacrime in mezzo al grano straniero;
—————–La stessa che più e più volte ha
Incantato finestre magiche aperte sulla schiuma
——Di mari perigliosi in desuete lande di fate.

[…]

John Keats
(traduzione di Anna Maria Curci)

 

Ode to a Nightingale

My heart aches, and a drowsy numbness pains
—–My sense, as though of hemlock I had drunk,
Or emptied some dull opiate to the drains
—–One minute past, and Lethe-wards had sunk:
‘Tis not through envy of thy happy lot,
—–But being too happy in thine happiness,—
———That thou, light-winged Dryad of the trees
————-In some melodious plot
Of beechen green, and shadows numberless,
——Singest of summer in full-throated ease.

[…]

Thou wast not born for death, immortal Bird!
—–No hungry generations tread thee down;
The voice I hear this passing night was heard
—–In ancient days by emperor and clown:
Perhaps the self-same song that found a path
—–Through the sad heart of Ruth, when, sick for home,
———-She stood in tears amid the alien corn;
—————The same that oft-times hath
Charm’d magic casements, opening on the foam
—–Of perilous seas, in faery lands forlorn.

[…]

John Keats, morto a Roma il 23 febbraio 1821, sepolto a Roma nel cimitero acattolico, alle spalle della Piramide Cestia.

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Bianco sporco del caglio e s/cabotaggio

Posted by Anna Maria Curci su febbraio 9, 2019

Léon François Comerre, Cabotage; da www,artnet.com

 

bianco sporco del caglio e s/cabotaggio

 

bianco sporco del caglio e s/cabotaggio
affini infidi e pur sempre compagni
nei giorni di canicola e di merla
di vampe enfiate eterno immaturare

 

Anna Maria Curci
9 febbraio 2019

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kit di sopravvivenza

Posted by Anna Maria Curci su febbraio 5, 2019

kit di sopravvivenza

dosi massicce di sopportazione
sordina a false rivendicazioni
sguardo rivolto al cielo o a un filo d’erba
un libro spalancato o uno spartito

 

Anna Maria Curci
5 febbraio 2019

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Di grida omesse e canti gregoriani

Posted by Anna Maria Curci su gennaio 27, 2019

 

Di grida omesse e canti gregoriani

Solo chi grida per gli oppressi intoni
il gregoriano canto d’armonia.

Trapassò l’assassino quella voce.

Oltre l’ombra è saltata tuttavia.
Mitezza senza posa è la sua forza.

Dice oggi: che cosa vuoi intonare?
Lo spurgo di coscienza del rigetto?

Scandisci cifre invece, smaschera menzogna.
Sia umano il canto, voce dei sommersi.

 

Anna Maria Curci
27 gennaio 2019

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doni durevoli

Posted by Anna Maria Curci su novembre 6, 2018

Luigi Simonetta, Acquerello

doni durevoli

 

diffondi detti del dissenso

dirama disincanto

distingui dolore da dispetto

disdegna derrate dozzinali

dimentica divismo

detesta delazioni

discerni divertiti

disponi delizie

 

Anna Maria Curci
6 novembre 2018

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Mio padre in bianco e nero

Posted by Anna Maria Curci su novembre 2, 2018

 

Glenn Ford e Joseph Cotten in The Money Trap (1966) da qui

Mio padre in bianco e nero

Non solo i grandi divi, pure gli altri
tutti li conoscevi e disquisivi:
era meglio Glenn Ford o Joseph Cotten?
Li hai poi incontrati ai “cancelli del cielo”?

 

Anna Maria Curci
2 novembre 2018

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