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Posts Tagged ‘Anna Maria Curci’

Del padre

Posted by Anna Maria Curci su aprile 1, 2019

 

Del padre

Mio padre coltivava le tagete
nell’orticello lungo il litorale.
Non la capivo, allora, devozione,
mutevole com’ero e come sono.

Da queste scaturigini negate
riparto, padre, da lotte e silenzi.
Lembo di lutto circonda le spalle.
Compianto, paradosso dello sprone.

Fu quando ritoccasti quella foto
che compresi lo strazio a noi occultato.
Gorgogliava lo squarcio senza fondo
la maculata trasfigurazione.

Sorride quella foto già placata
per il combattimento perso e vinto.
Partivi con la strazio nella carne
e un segreto di trionfo e abbandono.

Che ne sapevi tu, dei Procol Harum,
quando lasciavi andare “Senza luce”
sul piccolo vinile a squarciagola?
Canto da allora e forse tu mi senti.

Non solo i grandi divi, pure gli altri
tutti li conoscevi e disquisivi:
era meglio Glenn Ford o Joseph Cotten?
Li hai poi incontrati ai “cancelli del cielo”?

All’indomani della candelora
c’era la festa del tuo nome, padre.
Con la benedizione della gola
nutrivamo speranza e il suo conforto.

 

Anna Maria Curci
25 agosto 2015 – 3 febbraio 2019

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John Keats, da “Ode a un usignolo”

Posted by Anna Maria Curci su febbraio 23, 2019

John Keats ritratto da William Hilton

Ode a un usignolo

Soffre il mio cuore, e sonnolento un torpore mi tormenta
——-I sensi, come se avessi bevuto la cicuta,
O dato fondo a qualche ottuso oppiaceo
——-Solo un minuto fa, e fossi sprofondato giù nel Lete:
Non per invidia di felice sorte,
——-Ma perché troppo felice nella tua felicità, –
————Ché tu, Driade degli alberi dalle ali lievi,
——————In un podere melodioso,
Verde di faggi, e d’ombre che non so contare
——-Dell’estate canti a tuo agio a gola piena.

[…]

Tu non nascesti per la morte, Uccello immortale!
——-Generazioni affamate non ti hanno calpestato,
La voce che odo in questa notte che scorre fu udita
——-In giorni antichi da giullare e imperatore:
Forse la stessa identica canzone che trovò un sentiero
——Per il cuore triste di Rut, quand’ella colma di nostalgia
———-Stava in lacrime in mezzo al grano straniero;
—————–La stessa che più e più volte ha
Incantato finestre magiche aperte sulla schiuma
——Di mari perigliosi in desuete lande di fate.

[…]

John Keats
(traduzione di Anna Maria Curci)

 

Ode to a Nightingale

My heart aches, and a drowsy numbness pains
—–My sense, as though of hemlock I had drunk,
Or emptied some dull opiate to the drains
—–One minute past, and Lethe-wards had sunk:
‘Tis not through envy of thy happy lot,
—–But being too happy in thine happiness,—
———That thou, light-winged Dryad of the trees
————-In some melodious plot
Of beechen green, and shadows numberless,
——Singest of summer in full-throated ease.

[…]

Thou wast not born for death, immortal Bird!
—–No hungry generations tread thee down;
The voice I hear this passing night was heard
—–In ancient days by emperor and clown:
Perhaps the self-same song that found a path
—–Through the sad heart of Ruth, when, sick for home,
———-She stood in tears amid the alien corn;
—————The same that oft-times hath
Charm’d magic casements, opening on the foam
—–Of perilous seas, in faery lands forlorn.

[…]

John Keats, morto a Roma il 23 febbraio 1821, sepolto a Roma nel cimitero acattolico, alle spalle della Piramide Cestia.

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Bianco sporco del caglio e s/cabotaggio

Posted by Anna Maria Curci su febbraio 9, 2019

Léon François Comerre, Cabotage; da www,artnet.com

 

bianco sporco del caglio e s/cabotaggio

 

bianco sporco del caglio e s/cabotaggio
affini infidi e pur sempre compagni
nei giorni di canicola e di merla
di vampe enfiate eterno immaturare

 

Anna Maria Curci
9 febbraio 2019

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kit di sopravvivenza

Posted by Anna Maria Curci su febbraio 5, 2019

kit di sopravvivenza

dosi massicce di sopportazione
sordina a false rivendicazioni
sguardo rivolto al cielo o a un filo d’erba
un libro spalancato o uno spartito

 

Anna Maria Curci
5 febbraio 2019

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Di grida omesse e canti gregoriani

Posted by Anna Maria Curci su gennaio 27, 2019

 

Di grida omesse e canti gregoriani

Solo chi grida per gli oppressi intoni
il gregoriano canto d’armonia.

Trapassò l’assassino quella voce.

Oltre l’ombra è saltata tuttavia.
Mitezza senza posa è la sua forza.

Dice oggi: che cosa vuoi intonare?
Lo spurgo di coscienza del rigetto?

Scandisci cifre invece, smaschera menzogna.
Sia umano il canto, voce dei sommersi.

 

Anna Maria Curci
27 gennaio 2019

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doni durevoli

Posted by Anna Maria Curci su novembre 6, 2018

Luigi Simonetta, Acquerello

doni durevoli

 

diffondi detti del dissenso

dirama disincanto

distingui dolore da dispetto

disdegna derrate dozzinali

dimentica divismo

detesta delazioni

discerni divertiti

disponi delizie

 

Anna Maria Curci
6 novembre 2018

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Mio padre in bianco e nero

Posted by Anna Maria Curci su novembre 2, 2018

 

Glenn Ford e Joseph Cotten in The Money Trap (1966) da qui

Mio padre in bianco e nero

Non solo i grandi divi, pure gli altri
tutti li conoscevi e disquisivi:
era meglio Glenn Ford o Joseph Cotten?
Li hai poi incontrati ai “cancelli del cielo”?

 

Anna Maria Curci
2 novembre 2018

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Essere entrambi

Posted by Anna Maria Curci su ottobre 6, 2018

Mel Ferrer e Anna Maria Ferrero nei ruoli di Andrei Bolkonskij e Mar’ja Bolkonskaja nel film Guerra e pace tratto dall’omonimo romanzo di Lev Tolstoj e diretto da King Vidor nel 1956

 

CXXV

 

Essere entrambi i fratelli Bolkonskij,

Andrej e Mar’ja, il rigore e il perdono,

perdersi risoluti e abbandonarsi

all’amore più folle, nonostante.

 

 

Anna Maria Curci
2 ottobre 2016

 

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Ci sarebbe da dire

Posted by Anna Maria Curci su settembre 19, 2018

 

Ci sarebbe da dire

 

Ci sarebbe da dire, tu scrivevi,
e già l’annuncio ingalluzziva i cuori.

Ci sarebbe da dire, e pregustare
la rivalsa era gioia dell’attesa.

Ci sarebbe da dire, a rimbombare
si apprestava la fiera di allusioni.

Ci sarebbe da dire, e trascorreva
sazia la vita del fondo perduto.

 

Anna Maria Curci
19 settembre 2018

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Clemens Brentano, Canto notturno della filatrice

Posted by Anna Maria Curci su settembre 9, 2018

Canto notturno della filatrice

Forse tanti anni orsono
Cantava l’usignolo,
Era dolce quel suono,
Quando insieme eravamo.

Io canto e non so piangere,
E filo così sola
Il filo chiaro e puro,
Finché splende la luna.

Quando stavamo insieme,
Cantava l’usignolo,
Ricorda ora a me il suo suono,
Che via da me sei andato.

A ogni brillar di luna,
A te penso soltanto,
Il cuore mio è chiaro e puro,
Che Dio voglia riunirci.

Da che via da me sei andato,
Senza sosta canta l’usignolo,
Penso, ascoltando il suo suono,
A quando insieme eravamo.

Che Dio voglia riunirci,
Qui filo così sola,
Splende la luna chiara e pura,
Io canto e vorrei piangere!

 

Clemens Brentano, nato il 9 settembre 1778
(traduzione di Anna Maria Curci)

 

Der Spinnerin Nachtlied

Es sang vor langen Jahren
Wohl auch die Nachtigall,
Das war wohl süßer Schall,
Da wir zusammen waren.

Ich sing und kann nicht weinen,
Und spinne so allein
Den Faden klar und rein,
So lang der Mond wird scheinen.

Da wir zusammen waren,
Da sang die Nachtigall,
Nun mahnet mich ihr Schall,
Daß du von mir gefahren.

So oft der Mond mag scheinen,
Gedenk ich dein allein,
Mein Herz ist klar und rein,
Gott wolle uns vereinen.

Seit du von mir gefahren,
Singt stets die Nachtigall,
Ich denk bei ihrem Schall,
Wie wir zusammen waren.

Gott wolle uns vereinen,
Hier spinn ich so allein,
Der Mond scheint klar und rein,
Ich sing und möchte weinen!

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