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Wallace Stevens, Un piatto di pesche in Russia

Posted by Anna Maria Curci su agosto 2, 2021

Un piatto di pesche in Russia

 

 

Con il mio corpo intero assaporo queste pesche,
Le tocco e le annuso. Chi parla?

Le assorbo come l‘Angioino
Assorbe l’Angiò. Le vedo come vede un amante,

Come un giovane amante vede i primi boccioli di primavera
E come lo spagnolo nero suona la sua chitarra.

Chi parla? Ma dev’essere quell’io,
Quell’animale, quel russo, quell’esiliato, per il quale

Le campane della chiesetta germinano suoni in
Fondo. Le pesche sono grandi e rotonde,

Oh! e rosse; e hanno la peluria della pesca, oh!
Sono colme di succo e la pelle è morbida.

Sono colme dei colori del mio paese
E del bel tempo, dell’estate, di rugiada, di pace.

È placida la stanza là dove esse sono.
Le finestre sono aperte. La luce del sole colma

Le tende. Perfino lo scostarsi delle tende,
Per quanto sia lieve, mi turba. Non sapevo

Che tali atrocità potessero strappare
Un sé da un altro, come fanno queste pesche.

 

Wallace Stevens

(Traduzione di Anna Maria Curci)

 

 

A Dish of Peaches in Russia

 

With my whole body I taste these peaches,
I touch them and smell them. Who speaks?

I absorb them as the Angevine
Absorbs Anjou. I see them as a lover sees,

As a young lover sees the first buds of spring
And as the black Spaniard plays his guitar.

Who speaks? But it must be that I,
That animal, that Russian, that exile, for whom

The bells of the chapel pullulate sounds at
Heart. The peaches are large and round,

Ah! and red; and they have peach fuzz, ah!
They are full of juice and the skin is soft.

They are full of the colors of my village
And of fair weather, summer, dew, peace.

The room is quiet where they are.
The windows are open. The sunlight fills

The curtains. Even the drifting of the curtains,
Slight as it is, disturbs me. I did not know

That such ferocities could tear
One self from another, as these peaches do.

 

(in: “Poetry. A Magazine of  Verse”, Vol. IV, n. 4, July 1939, pp. 180-181: poi in The Collected Poems of Wallace Stevens, 1954, p. 224)

Ricorrono oggi, 2 agosto 2021. sessantasei anni dalla morte di Wallace Stevens.

 

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Theodor Storm, Spiaggia marina / Meeresstrand

Posted by Anna Maria Curci su aprile 16, 2020

Gustave Courbet, Spiaggia marina

In questi giorni così difficili capita che, mentre sfogli il manuale di letteratura di lingua tedesca, durante una videoconferenza con la classe quinta, si apra la pagina sulla quale avevi annotato a matita, in una delle albe di studio e di lavoro, l’abbozzo di traduzione di alcuni versi. Prosegui l’incontro, insieme alla classe, tutti uniti nella resistenza alle interruzioni di connessione e alle voci robotiche che la rete rimanda. La preoccupazione si mescola all’ammirazione per questa classe, che hai scoperto tenace e curiosa proprio nel tempo della prova, di una inattesa e ostile «prima volta di ogni cosa» (no, non pensavi a questo, quando alla loro età, ascoltavi La mela di Odessa degli Area). Poi, dopo la lezione, riprendi in mano quei versi e la traduzione è omaggio, dono, un dono che arriva, innanzitutto, a chi traduce, indipendentemente dagli esiti, più o meno felici, della sua impresa. Ecco dunque, nella mia traduzione, Spiaggia marina, Meeresstrand, di Theodor Storm, l’autore del realismo tedesco che ho imparato ad amare per la prosa di Der Schimmelreiter (Il cavaliere dal cavallo bianco). Con una dedica a tutte le classi che ho avuto e che ho, con un grazie a Fabio Michieli per i consigli preziosi. Con il cuore triste per tanta sofferenza e oggi, 16 aprile 2020, per la morte di Luis Sepúlveda. (Anna Maria Curci)

 

Spiaggia marina

Ora vola il gabbiano alla laguna
E scende l’imbrunire;
Sopra le sabbie umide
La sera va a brillare.

Grigi migranti aleggiano
Sull’acqua a scivolare;
Là, come sogni le isole
Nella nebbia sul mare

Del fango che fermenta
Odo il tono segreto,
Sol richiamo di uccello –
Così è sempre stato.

Ancora piano un fremito
E tace quindi il vento;
Si colgono le voci
Quelle sopra il profondo.

 

Theodor Storm

(Traduzione di Anna Maria Curci)

 

Meeresstrand

Ans Haff nun fliegt die Möwe,
Und Dämmerung bricht herein;
Über die feuchten Watten
Spiegelt der Abendschein.

Graues Geflügel huschet
Neben dem Wasser her;
Wie Träume liegen die Inseln
im Nebel auf dem Meer.

Ich höre des gärenden Schlammes
Geheimnisvollen Ton,
Einsames Vogelrufen –
So war es immer schon.

Noch einmal schauert leise
Und schweiget dann der Wind;
Vernehmlich werden die Stimmen,
Die über der Tiefe sind.

Theodor Storm

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Marie Luise Kaschnitz, Resurrezione

Posted by Anna Maria Curci su aprile 21, 2019

Resurrezione

Talvolta ci alziamo
Ci alziamo per la resurrezione
In pieno giorno
Con la nostra chioma che vive
Con la nostra pelle che respira.
Solo il consueto è attorno a noi.
Nessun miraggio di palme
Con leoni al pascolo
E lupi miti.

Le sveglie non smettono di ticchettare
Le loro lancette lucenti non si smorzano.

Eppure lievi
Eppure invulnerabili
Ordinati in ordine misterioso
Prefigurati in una casa di luce.

Marie Luise Kaschnitz
(traduzione di Anna Maria Curci)

Auferstehung

Manchmal stehen wir auf
Stehen wir zur Auferstehung auf
Mitten am Tage
Mit unserem lebendigen Haar
Mit unserer atmenden Haut
Nur das Gewohnte ist um uns.
Keine Fata Morgana von Palmen
Mit weidenden Löwen
Und sanften Wölfen.

Die Weckuhren hören nicht auf zu ticken
Ihre Leuchtzeiger löschen nicht aus.

Und dennoch leicht
Und dennoch unverwundbar
Geordnet in geheimnisvolle Ordnung
Vorweggenommen in ein Haus aus Licht.

 

Marie Luise Kaschnitz
da: Dein Schweigen – meine Stimme (“Il tuo silenzio, la mia voce“), Hamburg 1962

 

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Clemens Brentano, Canto notturno della filatrice

Posted by Anna Maria Curci su settembre 9, 2018

Canto notturno della filatrice

Forse tanti anni orsono
Cantava l’usignolo,
Era dolce quel suono,
Quando insieme eravamo.

Io canto e non so piangere,
E filo così sola
Il filo chiaro e puro,
Finché splende la luna.

Quando stavamo insieme,
Cantava l’usignolo,
Ricorda ora a me il suo suono,
Che via da me sei andato.

A ogni brillar di luna,
A te penso soltanto,
Il cuore mio è chiaro e puro,
Che Dio voglia riunirci.

Da che via da me sei andato,
Senza sosta canta l’usignolo,
Penso, ascoltando il suo suono,
A quando insieme eravamo.

Che Dio voglia riunirci,
Qui filo così sola,
Splende la luna chiara e pura,
Io canto e vorrei piangere!

 

Clemens Brentano, nato il 9 settembre 1778
(traduzione di Anna Maria Curci)

 

Der Spinnerin Nachtlied

Es sang vor langen Jahren
Wohl auch die Nachtigall,
Das war wohl süßer Schall,
Da wir zusammen waren.

Ich sing und kann nicht weinen,
Und spinne so allein
Den Faden klar und rein,
So lang der Mond wird scheinen.

Da wir zusammen waren,
Da sang die Nachtigall,
Nun mahnet mich ihr Schall,
Daß du von mir gefahren.

So oft der Mond mag scheinen,
Gedenk ich dein allein,
Mein Herz ist klar und rein,
Gott wolle uns vereinen.

Seit du von mir gefahren,
Singt stets die Nachtigall,
Ich denk bei ihrem Schall,
Wie wir zusammen waren.

Gott wolle uns vereinen,
Hier spinn ich so allein,
Der Mond scheint klar und rein,
Ich sing und möchte weinen!

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Roberto Fernández Iglesias, da: Poemas juntos y revueltos

Posted by Anna Maria Curci su ottobre 8, 2017

Negare tutto
nonsaperenonsaperenonsaperenon
mordersi la coda
scrostare la solitudine
———– alle cisterne
mordersi la coda
imparare
———–sottomettersi
La tranquillità
è un palo per pisciare
mordersi la coda

Roberto Fernández Iglesias, da: Poemas juntos y revueltos, Toluca, Estado de México 2013, p. 101
(traduzione di Anna Maria Curci)

Negarlo todo
nosabernosabernosaberno
perseguirse la cola
quitarle la soledad
———-a los tinacos
perseguirse la cola
aprender
———–someterse
La tranquillidad
es un poste para orinar
perseguirse la cola

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Serva di scena/Garderobiere/Dresser

Posted by Anna Maria Curci su marzo 28, 2016

Luigi Simonetta, Poetessa accovacciata

Luigi Simonetta, Poetessa accovacciata

 

Serva di scena

Dietro le quinte
aspetto, ascolto, ausculto.

Fremo con Cleopatra.
Le insegno
ad agganciare il fermaglio
della tunica di Antonio.

Con l’anima buona del Sezuan, poi,
concitata mi muto nel cugino canaglia.

Mi affanno perché sia loro la ribalta,
e tuttavia è con loro che vivo.

C’è una ragione pure nella mia esistenza.


Garderobiere

Hinter den Kulissen
warte ich, höre zu, horche ab.

Ich bebe mit Kleopatra.
Ihr bringe ich bei,
wie sie die Spange von Antonius’
Tunika zuhaken kann.

Mit dem guten Menschen von Sezuan
verwandle ich mich dann hektisch in den skrupellosen Vetter.

Ich geb’ mir Mühe, damit sie groß auftreten,
aber zusammen mit ihnen lebe ich doch.

Es besteht auch für mich eine Daseinsberechtigung.

 

Dresser

Behind the scenes
I wait, I listen, I auscultate

I quiver with Cleopatra
I teach her
to hook up the buckle of
Antonio’s tunic

With the Good Woman of Sichuan, then,
I transform myself excited into her ruthless cousin

I busy myself until the limelight is theirs,
But together with them I live.

There is also a reason for my existence.

 

(translated by Carroll Mortera)

 
Anna Maria Curci, 1° giugno 2008- 26 febbraio 2012

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