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Archive for the ‘Nicht kategorisiert’ Category

‘Il gabinetto del dottor Caligari’: pietra miliare e punto di svolta.

Posted by Anna Maria Curci su giugno 26, 2019

Su Re-movies

Re-Movies

di Anna Maria Curci

Il gabinetto del dottor Caligari – titolo originale Das Cabinet des Dr. Caligari, anno di produzione 1919 – fu proiettato per la prima volta a Berlino il 26 febbraio 1920, dunque a poco più di un anno di distanza dalla fine della Grande Guerra e agli inizi della Repubblica di Weimar, alla quale anche il solo termine “cinema espressionista tedesco” è intimamente legato.

Di quel cinema espressionista Il gabinetto del dottor Caligari (la cui sceneggiatura, già pronta dal 1913, per un film che avrebbe dovuto dirigere Fritz Lang, il regista Robert Wiene si trovò come dono prezioso a firma di Carl Mayer e Hans Janowitz) è allo stesso tempo pietra miliare e punto di svolta, un balzo in avanti del quale è mia intenzione mettere in evidenza alcuni dettagli.

Se infatti il film di Wiene possiede in maniera esemplare tutte le caratteristiche del film…

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Emilia Barbato

Posted by Anna Maria Curci su giugno 4, 2019

il giardino dei poeti

 

Tutto si svolge all’interno di un cuore che sanguina preventivamente sul distacco e la compassione. Si scandiscono ore presenti e passate col metronomo di un tepore umano onnicomprensivo, non solo un tu/io ma un ordine dove non esiste gerarchia fatta di personale, piuttosto un avvolgente sguardo d’abbraccio al pullulare di voci. Note scandite nella polifonia che investe ogni substrato umano, animale, vegetale, perfino l’inanimato emette il proprio gemito o la propria ode. Emilia Barbato sa farsi interprete del variegato mondo delle “piccole cose”, di minimi e grandi sommovimenti, dei sentimenti assoluti che per lei disarmano ogni sicura, schiudono lo scrigno, offrono il dono prezioso di una fine rielaborazione degli eventi. Il setaccio poetico qui diviene pentagramma sul quale luci e ombre si rincorrono, come le speranze e le paure chiamano o si smorzano, come piccole gemme intermittenti che proiettano il loro segnale in codice, restituito dall’autrice in preziosi grammi…

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Enea Roversi

Posted by Anna Maria Curci su giugno 3, 2019

Dal “Giardino dei poeti” di Cristina Bove: Enea Roversi

il giardino dei poeti

Foto_Enea

Da Eclissi di luna (poesie 1981-1986), La Scuola di Pitagora, 2011:

Eclissi di luna

Giostra obliqua in un raggio di sole
scoppio di ginestre tra le siepi
il tuono è una similitudine
nel sogno della riconciliazione.
Infranto lo specchio dell’essere:
circo in piazza e bandiere al vento.
La Santa Inquisizione morde alle spalle
e l’ombra rugosa avanza lenta
carro cigolante sul binario arroventato.
Inventami un sogno pagano:
un’eclissi di luna torbida
per cavalcare la notte.

* * *
Dalla raccolta Asfissia, pubblicata nel volume Contatti, Edizioni Smasher, 2011:

passeggiata sui colli

quattro biciclette nella nebbia
lingue di fango e foglie
le vedo scendere
penetrare nel sentiero
come scroscio d’acqua
da qui i nostri passi lenti
ora più veloci poi assenti
la tua voce che mi parla
dolce all’orecchio
annuisco rispondo ti dico
cose pensate e malferme
cammino insieme a te
penso alle mie sconfitte
ma ti sorrido…

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la casa tra i binari

Posted by Anna Maria Curci su giugno 2, 2019

le strade che saliva
e scendeva la madre
e le parole i nomi

Giovanni Baldaccini, La casa tra i binari

scrivere per immagini

 

 

Caterina sognava di partire.
Io non l’ho conosciuta ma ne parlo
come se avessi visto la sua vita
quando prendeva il treno che restava
ma muoveva le ciglia
ed io vedevo l’oro e campi gialli
e l’aria che sentiva
vuota di cose e densa di calore
gli uccelli che calavano dal sole
il falco in alto
mosso dal suo vento
e muoveva i capelli Caterina
che non aveva un fazzoletto in testa
raccolta dietro un finestrino chiuso
e il paese
quando scendeva senza andare via
e case grigie viottoli di sassi
passi
le strade che saliva
e scendeva la madre
e le parole i nomi
Caterina odorava di qualcosa
che non conosco e i fiori sul balcone
dentro vasi di latta e paglia a terra
forse sentivo il peso della terra
quando lei ritornava sul sedile
da cui non s’era mossa e non guardava
oltre di là distante…

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Luciana Riommi

Posted by Anna Maria Curci su giugno 2, 2019

il giardino dei poeti

Parete finestra                  
         
                                           
ho amato nei miei giorni

a voler dire ancora questa è casa
dovrei ritrovare il mio cartone
le prospettive, gli angoli, il colore
e ricordare quanta libertà
di non avere niente
quanta povertà
ho amato nei miei giorni.
                                         
                           

non passa niente da fessure d’ombra
per quante parole presti alla mimesi
la cosa che, manco a dirlo, sembra un’emozione
e chissà cos’è dal vero.
in ogni modo, sempre di storie piccole si tratta,
che se ne parla a fare?
minime storie insoddisfatte
e tutti senza pace
pronti a sgranare inutilmente gli occhi:
vedi? non vedi?
vado? e dove andare?
cosa inventare?
se neanche sai cos’è che si dovrebbe soddisfare.
e tutti gli anni di abbandono,
quelli serviti a te
nel tempo personale
per far cadere un’ultima illusione
tra gli artifici dell’animazione.

ma il cancro…

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Dispacci per Narda- In ricordo dell’amica Narda Fattori

Posted by Anna Maria Curci su gennaio 12, 2017

CARTESENSIBILI

vincenzo piazza

vincenzo-piazza-buriana_acquaforte_1996.

I poeti non accendono che lampade
essi stessi si spengono
le fiammelle che stimolano
se luce vitale

inerisce come soli
ogni età una lente
dissemina la loro
circonferenza

Emily Dickinson

.

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EUR (eucalipto, un ricordo)

Posted by Anna Maria Curci su gennaio 10, 2016

Eucalipto

EUR (eucalipto, un ricordo)

 

Additando quell’albero, sorpreso,
ti sei rassicurato sul suo nome.

Di contrabbando, dietro ad un fast-food,
scorza e foglie incuranti del fritto
schiudevano sornione il ricordo in agguato,

l’eucalipto piantato da mio padre
per tutto il condominio. Fu una festa
con il mare nel naso

e noi bambini, fieri.

Anna Maria Curci
10 gennaio 2016
(e un regalo)

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Per un ritratto di Walter Benjamin (secondo abbozzo)

Posted by Anna Maria Curci su ottobre 2, 2015

amore e studio
dono viatico e fardello
Con grande riconoscenza per Antonio Devicienti

Via Lepsius

ad Anna Maria Curci, 

alla sua passione poetica e traduttoria

studiare: conoscere: capire:

e tradurre

ma a Port Bou s’arriva sempre tardi

sempre un attimo dopo          un maledetto attimo dopo

e avvicinarsi all’origine (ch’è perduta)

e scandagliare sfuggenti risultanze del linguaggio

e tradurre

volgendo il dire per di qua verso la sorgente          (Hölderlin: Andenken: andando, sempre andando)

per di là verso il confine        (Mandel’štam a Voronež

fa esperienza della scrittura ultima,         l’ultima prima della can

cellazione del cor

po)         (e lo sa)

se a Port Bou talvolta nevicasse         tradurrei

la neve in preannuncio di sterminio

e in un negozio d’ottica a Berlino una montatura metallica

con lenti rotonde        traduce

l’assenza della presenza di Benjamin

studiare: conoscere: capire

(c’è ancora una valigetta dispersa nell’angoscia a Port Bou)

wols-ohne Titel Wols: senza titolo

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A un’amica

Posted by Anna Maria Curci su settembre 16, 2015

A un’amica

A Cristina Bove

«Chi legge non s’accorge» e forse
allaga e allarga il fossato.
Se coglie a tratti il suono e l’ultrasuono
si ferma, punta il dito: “dici a me?”

Ma la pazienza di aspettar risposte
il cocchiere le lascia ad ogni tappa
di quel viaggio normale e accidentato.
I vanti magri sono ignoti ai molti.

Anna Maria Curci
2 maggio 2015
(dopo aver letto Sul margine di Cristina Bove)

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Anna Maria Curci traduce Oskar Pastior

Posted by Anna Maria Curci su aprile 23, 2015

Più lieve danza il marmo
quando è la ripresa a invitarlo.
Oh quanto giovani rende la conoscenza
e sempre, sempre, la
bella conoscenza!

Più sagge diventano perfino le civette
nel nido, così dappresso
al cuore che saltella.

Oskar Pastior
traduzione di Anna Maria Curci

Quattro testi di Oskar Pastior nell’originale e in traduzione oggi su “Perigeion”.

perìgeion

oskar-pastior-1993

Con Pastior porto le civette ad Atene;
gelosamente, al ritmo di Tirso.
E mi sorride la saggia noncuranza
del cuore che saltella, carezza
immemore di ingorda indifferenza.
Anna Maria Curci

Oskar Pastior, «… quanto giovani rende la conoscenza»
Quattro testi nell’originale in lingua tedesca e nella traduzione di Anna Maria Curci

I riferimenti alle pagine del testo originale sono al primo volume dell’opera di Oskar Pastior »… sage, du habest es rauschen gehört«.  Werkausgabe Band 1, Hanser, München-Wien 2006, di seguito indicato come W1.

ABRECHNUNG

Das Standbild der Undeutlichkeit nährt sich von gepökelten Paradoxen.
Die Vorhangszieher des Wortes verhüllen das Schandenmahl,
bei welchem Trunkenbolde Zuhälter sind.
Nicht weniger gefährlich sind die
Eintänzer der scheinenden Logik, die
Jongleure der unwirklichen Widersprüche, die
Aufhalter der Zeit im Kostüm der Vollkommenheit.

Die Nützlichkeit von Versen erweist sich außerhalb der Verse,
in den Dingen,
wenn sie nützlicher werden.
Ebenso ihre Schönheit, wenn…

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