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Erich Loest, a 90 anni dalla nascita

Posted by Anna Maria Curci su febbraio 24, 2016

Erich_Loest

Erich Loest, da qui

Novanta anni fa, il 24 febbraio 1926, nasceva a Mittweida in Sassonia Erich Loest, che sulla storia tedesca – cronaca, testimonianza, critica – non ha fatto mai mancare la sua voce di narratore. Dal racconto Eine Falte, spinnwebfein (“Una ruga, sottile come tela di ragno”), composto nel 1974, ma pubblicato nel 1979 nella raccolta Pistole mit sechzehn, propongo di seguito un brano nell’originale e nella mia traduzione. Come scrive Paola Quadrelli nel volume «Il partito è il nostro sole». La scuola socialista nella letteratura della DDR, «La vicenda si svolge nell’arco di una mattinata. Una quattordicenne, Monika Haubert è in lizza per l’ammissione alla EOS; una mattina a colazione la madre della ragazza, che ha ricevuto indiscrezioni al riguardo dall’insegnante di Monika, informa la figlia che solo due studenti saranno ammessi alla “classe preparatoria. Un candidato di sicuro successo è Hotte, che aspira alla carriera di ufficiale e che nonostante il suo comportamento indisciplinato e la media dell’1,4 è privilegiato nelle procedure di ammissione; si contendono il secondo posto Angelika , la migliore amica di Monika, con la media dell’1,19 e la stessa Monika che di successo scolastico a tutti i costi e prospettive future, ha caratteristiche e conseguenze drammatiche. Monika suggerisce ad Angelika la soluzione errata di un esercizio; qyekka sera, davanti allo specchio, scorge sotto le palpebre la prova della sua mutazione: una ruga “quasi impercettibile”, “sottile come tela di ragno”.

Das Wasser brannte auf der gespannten Haut, lief eisig in die offenen Augen, davon wurden sie glänzend, hieß es. War alles noch im Fluß, konnte sich ändern. Aber ein Zwischenergebnis: Angelika Arndt mit 1,19 vor Monika Haubert mit 1,21, dann Hotte Manzelt mit höchstens 1,4, aber Jungen wurden ja gemein vorgezogen, Hotte hatte seinen Platz für die EOS sicher. Genausoviel Jungen wie Mädchen kamen zur EOS, und für einen Augenblick ließ Monika den Gedanken zu, sie würde abgelehnt, da riß ein schwarzes Loch auf, sie vergaß den Mund zu schließen und verschluckte sich und beugte sich über die Wanne und hustete. Nicht zur EOS, das war wie Furcht vor einer gräßlichen Krankheit, wie, unter die Straßenbahn zu kommen und ein Bein zu verlieren. EOS und Abitur und Studium, das Recht auf Bildung, so hatte sie’s wieder und wieder gehört, und Diplomingenieur wie Vati oder an der Bauhochschule studieren wie Ralph, es mußte ja nicht unbedingt Medizin sein. Kein Gedanke, sie könnte ein Bein verlieren oder bekäme Hirnhautentzündung und würde blöd dadurch und säße mit stierem Gesicht in der Ecke, und Ralph führte seine Freunde mit hochgezogenen Brauen an seiner blöden Schwester vorbei. Monika bog den Kopf zurück und atmete flach, der Husten hörte auf. Sie dachte: An gar nichts anderes denken, nicht ausmalen, was sonst geschähe, es nicht beschreiben.

L’acqua bruciava sulla pelle tesa, scorreva gelata negli occhi aperti, che ne divennero brillanti, così si diceva. La situazione era ancora tutta fluida, poteva cambiare. Ma come risultato di medio termine: Angelika Arndt con 1,19 davanti a Monka Haubert con 1,21, poi Hotte Manzelt con al massimo 1,4, ma i ragazzi venivano generalmente preferiti alle ragazze, il posto di Hotte alla EOS era sicuro. Un numero pari di ragazzi e ragazze veniva ammesso alla EOS, e per un attimo Monika permise al pensiero di essere respinta di affacciarsi alla sua mente, ecco che si spalancò un buco nero, lei dimenticò di chiudere la bocca, si strozzò, si chinò sulla vasca e tossì. Non essere ammessa alla EOS: questo era come la paura di una malattia spaventosa, come andare sotto a un tram e perdere una gamba. EOS e licenza liceale e università, il diritto all’istruzione, così si era sentita dire in continuazione, e diventare ingegnere come papà o studiare al Politecnico come Ralph, non doveva essere per forza medicina. Neanche per sogno, avrebbe potuto perdere una gamba o ammalarsi di meningite e diventare scema e se ne sarebbe stata seduta in un angolo con volto vitreo, e Ralph avrebbe fatto sfilare i suoi amici, alzando il sopracciglio, davanti alla sorella deficiente. Monika portò indietro la testa e respirò in modo regolare, smise di tossire. Pensò: non pensare a null’altro, non dipingersi in anticipo quello che sarebbe successo, non descriverlo.

Erich Loest, da: Eine Falte, spinnwebfein, in: Pistole mit sechzehn. Erzählungen, Hamburg 1979 – il racconto è alle pagine 219-228
(traduzione di Anna Maria Curci)

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«Erich Loest, nato a Mittweida in Sassonia nel 1926, detenuto per motivi politici nel carcere di Bautzen dal 1957 AL 1964, è uno dei più autorevoli e noti scrittori della ex-DDR. Si trasferì nella Germania federale nel 1981. Dal 1990 abita a Lipsia. Tra le sue opere più importanti: Es geht seinen Gang oder Mühen in unserer Ebene (1978), il resoconto autobiografico Durch die Erde ein Riß (1981) e il romanzo Nikolaikirche (1995), che offre un ampio e aritcolato panorama sociale degli anni della “Wende”, con i conflitti tra il potere politico e la Chiesa, la Stasi e i movimenti civili.» (Paola Quadrelli, «Il partito è il nostro sole». La scuola socialista nella letteratura della DDR, Aracne, Roma 2011, pp. 182-183)

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